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Salone del Libro di Torino

Il Salone del libro: tutte le novità sull’edizione 2016

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Tra la polemica scatenata per la scelta del paese ospite e la paura per i conti in rosso della manifestazione, passando per la lettera aperta a sostegno del Salone, possiamo tirare le fila dell’edizione 2016 della fiera principale dedicata all’editoria di casa nostra.

La ventinovesima edizione si terrà dal 12 al 16 maggio 2016 al Lingotto di Torino e il fil rouge di quest’anno è riassunto nell’iconica parola Visioni. Il Salone Internazionale del Libro sarà il palcoscenico privilegiato delle esperienze di tutti quelli guardando al futuro e lavorando per esso, dimostrano la capacità di affrontare e vincere sfide improbabili, realizzando progetti solidi perché basati su una conoscenza profonda, rivoluzionaria. Con un solido armamentario culturale, radicato nella nostra identità, in quella indispensabile unione e fusione di cultura scientifica e umanistica.

Visionari in ogni campo, innovatori di metodo: spazio a fisici, biologi, neuroscienziati, filosofi, artisti, architetti, economisti capaci di affrontare in modo creativo i temi cruciali della contemporaneità e di realizzare programmi mirati sul medio-lungo periodo.

Scienze e lettere, futuro e passato: come nella retorica di un chiasmo, lo sguardo visionario del salone non proietta in avanti senza conoscere il proprio passato. Per questo celebra anche la visione di autorevoli storici che si sono distinti per l’originalità dei loro metodi d’indagine, per interpretare il senso profondo delle mutazioni che segnano l’evolversi delle società umane.

E dribblando elegantemente polemiche senza via d’uscita, ha inventato una nuova formula che sostituisce a criteri puramente geopolitici quelli geoculturali. La geografia culturale supera quella politica, la ingloba, per offrire uno sguardo allargato e traversale su realtà socioculturali oltre le rigide divisioni degli Stati nazionali. La letteratura come patria, come rifugio, come luogo deputato al dialogo, al confronto con l’altro. Non una scatola chiusa, ma un luogo di scambio, per dare risonanza ad un concerto di voci e punti di vista, da opporre alle semplificazioni e ai pregiudizi. Fari puntati sulla letteratura e la cultura araba, che dal Marocco all’Iraq offre un quadro quanto mai mosso e variegato, per capire l’anima profonda e segreta di Paesi che pur affacciandosi sul nostro stesso mare rimangono poco conosciuti. La letteratura è appunto in grado di fornire quel «più» di conoscenza di cui abbiamo bisogno, di supportare le ricerche storiche, le riflessioni politiche, persino l’agenda delle cose da fare. Il Salone 2016 ha l’ambizione di mettere insieme le voci utili a compilare una sorta di «vocabolario dell’arabo nuovo», che parta da una lettura critica del passato.

E dulcis in fundo, non dimentichiamoci delle ricorrenze: i 70 anni di vita repubblicana, offrono l’assist per una riflessione su quello che significa oggi la parola democrazia; i 500 anni della prima pubblicazione dell’Orlando furioso, saranno l’occasione per rileggere un poema che ha goduto di una fortuna ininterrotta. E ancora sarà l’occasione per ricordare la scomparsa di due tra i massimi autori delle letterature europee, Miguel de Cervantes e William Shakespeare, morti a distanza di un giorno nell’aprile 1616: verranno ricordati con cicli di letture, incontri e dibattiti. E infine, ricorrono anche i cento anni della prematura scomparsa di Guido Gozzano, l’indimenticato poeta maestro per Montale nel “far cozzare l’aulico col prosastico facendo scintille”, e della nascita di Natalia Ginzburg, autrice tra le più amate del nostro Novecento, la cui voce inconfondibile scava nei segreti dell’universo famigliare.

Un’edizione, questa, resa possibile anche grazie al supporto di nuovi finanziatori: fra i soci della Fondazione per il Libro entrano Miur e Intesa Sanpaolo e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo (Mibact) che fa il suo ingresso con un contributo di 300.000 euro annui rinnovabili come nuovo Socio Fondatore nella Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Nella sua lettera, il Ministro Franceschini motiva la decisione evidenziando «l’alto valore culturale e il costante e diffuso impegno nel campo della vita culturale ed editoriale del Paese», definendo il Salone «la più importante manifestazione italiana del settore e fra le maggiori a livello europeo».

Un sostegno invocato a gran voce anche dalla Lettera aperta a sostegno del Salone Internazionale del Libro di Torino e del suo International Book Forum. L’iniziativa, partita nei primi giorni di febbraio da Gaspare Bona di Instar Libri e Blu Edizioni e da Daniela Di Sora di Voland, conteneva infatti un appello alle istituzioni, alle Fondazioni bancarie, a sponsor e privati «a fare ogni sforzo per garantire un futuro adeguato al Salone del Libro così come tutti insieme lo abbiamo costruito in questi anni».

Redazione

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Blogger, contributor e appassionati di due mondi: editoria e libri.

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