Home > News > Editoria > Il tempo di lettura nell’era digitale: come leggere di più

Il tempo di lettura nell’era digitale: come leggere di più

2 Flares Twitter 2 Facebook 0 Google+ 0 Pin It Share 0 2 Flares ×

Libri e digitale sono mondi sempre alla ricerca di nuove contaminazioni reciproche. L’ultima in ordine di tempo è Rook, una app che verrà lanciata in versione beta in primavera e che consentirà di accedere gratuitamente a una serie di titoli in formato ebook all’interno di spazi che aderiscono al progetto, quindi un servizio location-based.

Ad esempio, in una caffetteria, al ristorante o lungo il tragitto in treno si potrà scegliere tra una rosa di titoli messi a disposizione dagli editori (al momento si contano due editori indipendenti, il cui nome sarà reso noto durante la London Book Fair). Il lettore potrà accedere al contenuto fin tanto che rimarrà all’interno del “Rook spot” e, una volta uscito, potrà decidere se acquistare o meno l’ebook completo.

Sul sito ufficiale è già possibile inoltrare la richiesta per diffondere i propri ebook all’interno del network Rook, oppure accreditare la propria attività per ospitare il servizio.

Questa app è un tentativo di incuriosire il lettore facendogli pregustare il contenuto: una sorta di estensione della quarta di copertina e della fascetta. Rook tenterà quindi di intercettare gli interessi di tre target: i lettori, le attività che decideranno di aderire e gli editori. I lettori potranno sfogliare libri e ingannare l’attesa, le attività – locali, linee di trasporto, etc – forniranno un servizio all’utenza, e infine gli editori potranno contare su un’ulteriore vetrina per promuovere il catalogo, sfruttando i “tempi di attesa” – ma non solo – delle persone.

Proprio il tempo è una delle variabili più importanti nelle sovrapposizioni tra mondo del libro e digitale. Perché si scrive ‘leggere’, ma si legge ‘tempo’.

Immergersi in un libro e uscirne equivale a immergersi in un mondo e uscirne. Per quanto possa essere piacevole, appagante, entusiasmante è pur sempre un’operazione faticosa. Interrompere spesso la lettura di un libro o frammentarla nell’arco di settimane o mesi può diventare davvero snervante: riprendere il filo, ricordare cosa è successo, non perdere dettagli per strada. E dato che – come ricorda Tim Parks sul New York Review of Books – nessuna forma d’arte esiste indipendentemente dal contesto, anche la lettura risente del tempo di oggi.

La parola d’ordine è distrazione. Distrazione costante, dovuta ai ritmi del lavoro, all’iper-connettività cui siamo sottoposti e ci sottoponiamo. In questo ingranaggio di stimoli attivo h24 i libri diventano un lusso per pochi, perché il tempo da dedicare alla lettura è un lusso per pochi. O no?

C’è forse un trucco che può aiutare a far tornare i libri a livello di (buona) abitudine. Oliver Burkeman in un recente articolo sul Guardian, la mette in questi termini: “una soluzione è schedulare e programmare orari per la lettura, creando una ritualità” e ritagliandosi quindi delle abitudini da buon lettore. Leggere diventa un esercizio. Oltre al tempo riservato alla lettura, è bene limitare le distrazioni e magari agire anche sullo spazio fisico, creando e difendendo un angolo, un luogo in cui abbandonare – e disconnettersi da – un mondo ed entrare in un altro.

Quella per la lettura è una battaglia che si gioca sul terreno del tempo. Non un tempo qualsiasi: il tempo libero. È lì che il bombardamento delle informazioni, la nostra tendenza a essere connessi sempre e ovunque mangiano spazio ai libri.

Secondo il rapporto Istat (gennaio 2015), nel 2014 il numero di persone che negli ultimi dodici mesi hanno letto almeno un libro nel tempo libero è sceso da 43% a 41,4%. Nell’ultimo rapporto Istat sui “Cambiamenti nei tempi di vita e attività del tempo libero” si mostra una tendenza degli studenti, negli ultimi 20 anni, a un calo del tempo dedicato alla lettura di -9’ al giorno. E ovviamente, un +24’ per Internet.

Non è un caso, dunque, che Rook tenti lodevolmente di sfruttare momenti d’attesa, occasioni di relax e svago per convertirli in tempo di lettura, incentivando le persone a leggere grazie a un accesso rapido e conveniente a una lista di titoli in formato digitale. A ben vedere, però, il meccanismo su cui si basa la app non è esente dal problema della distrazione e anzi ne aumenta la portata andando a creare nuove occasioni di lettura a singhiozzi.

Ovviamente, uno dei fini è comunque sempre commerciale: aiutare gli editori a vendere di più. Ma questo ormai non fa più testo.

“Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.” Pier Paolo Pasolini
Partecipa al Quiz e Scopri che Lettore Sei!

Redazione

Redazione
Blogger, contributor e appassionati di due mondi: editoria e libri.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

2 Flares Twitter 2 Facebook 0 Google+ 0 Pin It Share 0 2 Flares ×