Home > Recensioni > Narrativa > “Dieci dicembre” di George Saunders

“Dieci dicembre” di George Saunders

“Scrivere racconti è un lavoro molto duro”: questo, in ogni caso, è quello che George Saunders aveva da dire sull'argomento qualche anno fa, in un saggio sul maestro del Postmodernismo Donald Barthelme. Fin da allora Saunders aveva già dimostrato di essere uno dei più dotati scrittori di storie perfidamente divertenti rimasti in giro. "La terra del racconto" continuav, "è una terra brutale, una terra molto simile, nella sua severità, alla terra dello scherzo”. Questa analogia rende Saunders simile a un esploratore nervoso, che attraversa un lago ghiacciato per raggiungere un vulcano fumante e lontano. La terra del racconto! Ma è…

Score

Trama
Ritmo
Personaggi
Incipit
Bonus della Redazione

Consigliato!

Conclusione : Un libro che rispecchia perfettamente lo stile grottesco del suo autore.

Voto Utenti : 3.15 ( 1 voti)
79
0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Pin It Share 0 0 Flares ×

“Scrivere racconti è un lavoro molto duro”: questo, in ogni caso, è quello che George Saunders aveva da dire sull’argomento qualche anno fa, in un saggio sul maestro del Postmodernismo Donald Barthelme. Fin da allora Saunders aveva già dimostrato di essere uno dei più dotati scrittori di storie perfidamente divertenti rimasti in giro. “La terra del racconto” continuav, “è una terra brutale, una terra molto simile, nella sua severità, alla terra dello scherzo”.

Questa analogia rende Saunders simile a un esploratore nervoso, che attraversa un lago ghiacciato per raggiungere un vulcano fumante e lontano. La terra del racconto! Ma è un’espressione, la sua, che ti fa cogliere anche qualcosa di fondamentale circa i suoi brutali, scherzosi racconti, che sono tutti percorsi da una straordinaria tensione linguistica e da una gioiosa anarchia creativa, benché in realtà costruiti da una rigorosa comprensione della forma.

In “Dieci dicembre” i lettori incontreranno un rapimento, uno stupro, un suicidio indotto chimicamente, l’impulso post-traumatico di un veterano di bruciare la casa di sua madre – ma tutto attraversato raffiche di una tale allegria da rendersi conto solo poi di quanto bui questi racconti morali realmente siano.

E “Dieci Dicembre” è molto scuro in effetti, in particolare per la sua riflessione in merito a concetti come la società e il potere. Preoccupazioni economiche hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nel lavoro di Saunders, ma in “Dieci dicembre” hanno gettato ombre ancora più lunghe; sono state approfondite in un pervasivo umore cupo che aggiunge al libro una nuova gravità.

L’angoscia sociale è ovunque. Perfino in casa, dove un soldato di ritorno dal Medio Oriente si ritrova con una ex moglie risposatasi con un uomo molto più ricco.

Eppure, nonostante il surrealismo grottesco e la disperazione manifesta, “Dieci dicembre” non ti fa soccombere alla depressione. Questo grazie ad un umorismo implacabile. Ma anche grazie ad un’ attenzione esilarante al linguaggio e alla generosità di spirito dello scrittore.

I fan di Saunders riconosceranno immediatamente il ventriloquismo gonzo che dà al suo lavoro una tale energia comica. Nei monologhi interiori dei suoi speranzosi, fragili personaggi, Saunders crea una voce che è allo stesso tempo barocca e demotica – un trucco che usa riconoscendo quanto floridi possano essere i nostri pensieri ordinari: “Si considerava speciale?” una ragazza adolescente chiede in Victory Lap “Oh, accidenti, non lo sapeva. Nella storia del mondo, molti erano stati più speciali di lei. Helen Keller era stata impressionante; Madre Teresa era incredibile”. Questa è Alison Papa, 14 anni, che parla a se stessa in un francese per principianti e intrattiene innocenti fantasie fiabesche, come quella di incontrare un ragazzo che sogna genericamente come “uno speciale”. E invece viene rapita da uno stupratore con le sue illusioni romantiche.

Non c’è nulla di particolarmente sofisticato nelle linee delle sue storie. E la sua marca di semplice ironia drammatica tende a mettere il lettore (e l’autore) in una posizione di disagio.

Ma non è un caso che Saunders abbia scelto di ambientare la sua raccolta in questo giorno particolare. Perché il 10 dicembre? Non è ancora il solstizio d’inverno; le giornate sono più brevi, è vero, ma le cose non sono così oscure come potrebbero essere; perché c’è ancora un barlume di luce.

Recensione Saunders

Redazione

Redazione
Blogger, contributor e appassionati di due mondi: editoria e libri.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Pin It Share 0 0 Flares ×